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Chi sono

Sport e Mental Coach
Aurora Puccio Sport Mental Coach
Ciao,
ti racconto la mia storia e perché  Mental Coach Sportivo.
Mi chiamo Aurora Puccio, nasco  a Catania ai piedi dell’Etna respirando il profumo del mare fino a quando un giorno il cambiamento, l’ennesimo, mi porta lungo il Naviglio Milanese.
Saranno l’energia del vulcano e la calma apparente di un mare in tempesta a guidarmi nel corso della  vita nelle scelte importanti.

Il giorno in cui lasciai la mia zona di comfort

La prima volta che la luce del mondo illuminò il mio viso, non sorrisi affatto. Anzi al contrario. Mi uscì un lunghissimo pianto disperato perché non comprendevo la necessità di lasciare quel bellissimo mondo acquatico, dove mi sentivo protetta, sicura e dove stavo perfezionando le mie doti natatorie.

Poi vidi che tutte le persone attorno a me erano felici e sorridenti. Più di tutte la mia mamma anche se visibilmente affaticata. Dopo tutto il mondo lì fuori non doveva essere così brutto.

Fu la prima volta che cominciai a guardare le cose da altri punti di vista :-)

Aurora Puccio_ba,bina_ sport mental coach

Qui era il giorno del mio primo compleanno e già avevo le idee chiare sullo sport ma non sulla… disciplina :-)


Aurora Puccio Sport Mental Coach

Ricordo ancora quel giorno come se fosse ieri. Amore a prima vista!


YuriChechi_AuroraPuccio_sportmentalcoach

Il signore degli anelli Juri Chechi…in lista nei sogni da realizzare!!

Amore a prima vista

Dopo quella esperienza drammatica di inizio vita, mi accorsi ben presto che purtroppo non sarebbe stata l’ultima.

Imparai a mie spese, che era necessaria affinché potessi comprendere il rovescio della medaglia. Cioè quei momenti infinitamente lunghi di felicità che capii poterli costruire da sola, creando con le mie mani il mio destino se solo fossi stata attenta a non lasciarmeli scappare.

Fui fortunata quando per la prima volta all’età di 11 anni, il mio sguardo si posò sui Cinque Cerchi Olimpici, grazie alla mia insegnante di Educazione Fisica che ci raccontò la storia di giochi. Era il 1984 l’anno delle Olimpiadi di Los Angeles e da allora non ho mai smesso di guardarle, appassionandomi allo sport che diventerà il mio elemento e l’Olimpiade il sogno di una vita.

Oltre al gesto tecnico degli atleti,  furono le loro storie a catturare la mia attenzione.  Mi aiutavano a superare le stesse difficoltà che incontravo nelle mie gare.

Sentivo l’ansia da prestazione. Difficile tenere sotto controllo i pensieri negativi e le emozioni impazzite, il peso della tensione e soprattutto il giudizio degli altri.

Scoprii comunque grazie allo sport, che tutto sommato avevo anche altre qualità : testardaggine e determinazione.

Sicuramente non ero una che mollava alla prima difficoltà. Piuttosto cadevo, mi facevo male ma poi mi rialzavo.


La concentrazione? Questa sconosciuta…

Mi sarebbe piaciuto che qualcuno mi avesse aiutato a superare questi ostacoli. Che mi desse degli strumenti per farlo.

Soprattutto mi sarebbe piaciuto rispondere al mio allenatore quando ci urlava dalla panchina “ Dai ragazze concentratevi di più… quindi? Cosa voleva dire con concentratevi di più?

Era bravo a spiegarmi la tecnica, ma non mi ha mai spiegato cosa avrei dovuto fare per restare più concentrata così come pretendeva.

Come avrei potuto gestire la tensione insopportabile che lui stesso alimentava?

Come potevo reggere il peso di un errore che poteva compromettere il risultato della squadra?

Mi vennero in aiuto le storie degli atleti. Osservavo le loro prestazioni, l’atteggiamento mentale in campo, come parlavano e come si comportavano e mi trovai anche dei mentori  a cui ispirarmi.

Il primo fu Julio Velasco, storico allenatore di pallavolo, della generazione dei fenomeni. Tra i primi ad associare la parte tecnica con quella mentale.

Poi aggiunsi subito il signore degli anelli Juri Chechi che appeso dietro la porta della mia stanza nella famosa posizione a croce, mi dava la forza ogni giorno di continuare a credere nei mie sogni.

Mancava ancora qualcosa. Quel tocco di genialità, lungimiranza e visione che trovai nell’allenatrice della Nazionale di Ritmica Emanuela Maccarani.

Il giorno in cui realizzai uno dei miei grandi sogni: incontrare Julio Velasco. Lo so ho un sorriso da bambina felice :-)

E qui ancora un altro  grande sogno realizzato, l’incontro con la grande allenatrice Emanuela Maccarani!!


Le Olimpiadi… il sogno chiuso nel cassetto

Non sempre le cose vanno come vorresti e per raggiungere i tuoi traguardi servono anche circostanze esterne favorevoli. Commisi il grave errore di pensare che la via dell’atleta fosse l’unica strada percorribile.

Il tempo era scaduto, presi il mio sogno e lo chiusi dentro un cassetto, dimenticandomi della sua energia e di quanto mi rendesse felice al solo scrutarne l’immensità.

In un momento molto difficile della mia vita, dove mi accorsi di non avere più stimoli, Lui mi venne in soccorso.

Tramite l’azienda per la quale lavoravo, mi ero già trasferita a Milano affrontando la paura del cambiamento. Ormai era passato tanto tempo, quando ad un tratto il sogno… bussò nuovamente alla mia porta.

Aurora Puccio SportMentalCoach

Eccomi qui…nel ruolo di  Mental Coach…con Juri Chechi alle spalle!!!

ll risveglio… voglio fare il Mental Coach

Dopo tutti quegli anni passati in azienda, decisi di licenziarmi e di investire sulla mia grande passione: lo sport e la preparazione mentale.

Scelsi quindi di percorrere la strada dell’allenatore mentale perché mi piace aiutare gli atleti e le persone che ruotano attorno allo sport, diffondendone anche la cultura e i valori

Se oggi penso alle tecniche che ho appreso e messo in pratica nel ruolo di atleta, allenatore e arbitro, mi rendo conto che da soli si può arrivare ovunque, ma con una persona che ti guida, si diventa ancora più veloci.


 Il rovescio della medaglia…

 Ci sono altri modi per realizzare un sogno. Questo l’ho capito solo dopo. E precisamente il giorno in cui per una serie di strane coincidenze, mi trovai tra le mani la medaglia d’oro di Atene 2004, grazie a Maddalena Musumeci e  più tardi  anche l’argento di Rio 2016 grazie a Tania Di Mario già oro anche lei ad Atene, ex atlete dello storico Setterosa di Pallanuoto Femminile.

Il rovescio della medaglia...tanti sogni realizzati, tanti ancora da inseguire e tutto grazie al fatto che ho riaperto…il cassetto!!

Quindi alla fine sognare in grande…fa sempre bene!!!

“sogna la luna… male che vada arriverai alle stelle”.

Pallanuoto_Setterosa_Aurora_SportMentalcoach

La squadra leggendaria del Setterosa!!!

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