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Massimiliano Rosolino – Come superare la delusione di una sconfitta e riconquistare fiducia in se stessi – INTERVISTA ESCLUSIVA

Il nuotatore ha come punto di riferimento i tempi. Il nuoto è uno sport completo che può dare un patrimonio eccezionale ma deve sempre essere vissuto in maniera serena. Il tempo da battere per migliorarsi non deve creare nel bambino ansia da prestazione ma deve essere uno stimolo per impegnarsi ad esprimere il meglio.
Massimiliano Rosolino Campione Olimpico 200 misti Sydney 2000
Massimiliano Rosolino nella walk of fame del Coni

Massimiliano Rosolino nella walk of fame del Coni

Come affrontare la delusione di una gara andata male e riconquistare la fiducia in se stessi?  Come prepararsi al dopo carriera…

Attraverso la storia di un grande interprete del nuoto mondiale Massimiliano Rosolino potrai così imparare come, dal punto di vista dell’atteggiamento mentale, un campione riesce a vincere ma soprattutto a superare i momenti difficili inevitabili ma utili per migliorarsi. Dipende appunto dall’approccio. Rilassati che non sei il solo 🙂

Massimiliano Rosolino ha vinto tutto quello che c’era da vincere ( nel link trovi la  biografia completa). Infatti recentemente il Coni lo ha inserito tra le 117 leggende dello sport italiano. Prima però ti invito a rivedere il suo giorno perfetto: la finale olimpica di  dei Giochi Olimpici di Sydney 2000.

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Clicca sulla foto per vedere il video della finale olimpica

“Eccoci finalmente ce l’abbiamo fatta”. Dall’altra parte del telefono la voce giocosa di Massimiliano accoglie con ottimismo la  mia perseveranza e io mi sento subito a mio agio. Da appassionata di sport e di Olimpiadi in particolare, ricordo bene quella  gara. Nonostante il fuso orario proibitivo sono rimasta attaccata alla TV per godermi  tutte le emozioni.  E adesso sembra incredibile come stia realizzando il sogno di scambiare due chiacchiere con lui.

La felicità di vincere le Olimpiadi

Cosa si prova a vincere una medaglia d’oro alle Olimpiadi, con il record olimpico e in più in Australia?

La suggerisco a tutti. (ridiamo)È un vaccino  contro le cose negative della vita. Ti da un innesto di felicità infinita che dura nel tempo. Mi sono sempre detto: “Il giorno che vincerò le Olimpiadi non mi dovrò mai più lamentare”. Uno sportivo vuole sempre la gara perfetta e tende  a migliorarsi di continuo alla ricerca del giorno perfetto. Non sempre può essere così e io l’ho vissuto a Sydney. Poi ci sono state tante altre gare dove mi sono divertito lo stesso perché ho dato il massimo. Alle volte però la vittoria non ti basta perché vuoi vincere e migliorare.  Invece ti giri subito a guardare il cronometro beffardo che indica il tempo e ti aspettavi qualcosa di più.

Ti sentivi sicuro di vincerla?

No. Però mi sentivo bene. Avevo preparato tutto nei minimi dettagli. Pur avendo disputato una buona batteria, invece poi la semifinale è stata pessima. Ero consapevole che per salire sul gradino più alto del podio avrei dovuto migliorare il mio personale di parecchio. Non bastava avere il miglior tempo dell’anno perché poi in una gara come l’Olimpiade, tutto si azzera. Dentro di me sentivo che era il giorno giusto.

Dal punto di vista mentale come ti sei preparato, come hai retto la tensione?

Con l’esperienza. Avevo già partecipato alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996, dove ero arrivato sesto in tutte le finali disputate. Avevo quindi già vissuto quel tipo di tensione. Mi sono detto: “Non voglio aspettare altri quattro anni per avere questa opportunità”. La tensione impari a gestirla dopo aver disputato tante gare ed esserti confrontato con i tuoi avversari. Noi eravamo fortunati perché incontravamo sempre gli stessi sia agli europei che ai mondiali.  Ti dirò che la sento più adesso quando guardo gli altri gareggiare. In acqua alla fine  stai “guidando tu”. Hai la percezione di te stesso e di ciò che ti sta accadendo intorno.  Quindi dopo sparisce perché sei concentrato su quello che devi fare.

Cosa pensavi durante la gara?

Di rimanere tranquillo e  aspettare il momento giusto  nella seconda parte della gara che poi ha fatto la differenza. Perché nella batteria e nella semifinale ero partito troppo aggressivo e ho pagato caro all’ultima vasca. Ho disputato una finale “intelligente”.

La delusione

Durante la tua lunga carriera, c’è stato un momento in cui hai avuto difficoltà e come l’hai superata. Te lo chiedo a beneficio dei giovani perché guardano voi atleti olimpionici come “invincibili”…

Uaoo!!!  Quello capita sempre. Dietro una vittoria ci sono cento sconfitte. Ai Giochi Olimpici di Atene 2004 ad esempio da campione olimpico in carica non ho centrato la finale dei 200 misti per difendere il titolo. Non avevo nel serbatoio abbastanza energia per arrivare in fondo. Ci ho creduto fino all’ultimo, ma purtroppo non ce l’ho fatta. Non mi sono divertito.  Sono tornato a casa profondamente deluso della mia gara individuale pur vincendo un bronzo con i miei compagni di staffetta.

A tal proposito ti racconto un aneddoto carino. Dopo una settimana ho ripreso subito ad allenarmi. La gente mi  guardava stupita e mi diceva: “Ma come sei già qui?” E io mi sentivo imbarazzato nel rispondere: “Si, perché ho voglia di farlo”. Invece mentivo: “Si… non ho niente da fare…allora nuoto”. Perché uno si vergogna di ammettere di non essere contento e che vuole rifarsi per essere il numero uno. Ma per ottenere questo devi fare cose che altri non fanno. Quindi mentre tutti i miei colleghi erano in vacanza, io ero già in piscina ad allenarmi motivato dal prossimo traguardo da raggiungere che era il campionato europeo dove poi infatti ho vinto tre medaglie d’oro.

Seguendo le Olimpiadi invernali in Corea mi sono reso conto di una sostanziale differenza con quelle estive. Mentre quest’ultime vanno a concludere il quadriennio olimpico, nello sci alpino ci sono subito gare importanti da disputare che sono determinanti per il ranking.  Non hai uno stacco. Mi viene da pensare alla Sofia Goggia che ha appena conquistato la Coppa del Mondo o Arianna Fontana che ha disputato i campionati italiani.  Festeggi le medaglie ma poi rimani sul pezzo perché ci sono ancora altri traguardi da raggiungere. Penso  anche alla pattinatrice di velocità Francesca Lollobrigida  uscita profondamente delusa dalle Olimpiadi   si è rifatta subito dopo.

È più facile sfruttare una delusione che una vittoria. Quest’ultima la usi ad esempio dal punto di vista commerciale. Invece con la delusione diventa tutto più semplice perché non hai più niente da perdere e la sfrutti come risorsa per ripartire. Inoltre poi quando hai un campione vicino casa con cui allenarti è un grosso vantaggio e uno stimolo per fare sempre meglio.

La delusione di una gara andata male può far perdere la fiducia in se stessi tu come hai fatto a riconquistarla?

Massimiliano RosolinoLa verità è che lo fai già tornando ad allenarti nel quotidiano. Sono stato sempre un grande motivatore di me stesso. Lo sono tutt’ora. Mi piace pensare in grande tant’è che mi sto preparando per il triathlon. Anche se amatoriale, mantengo comunque la mia disciplina e i miei ritmi. A me non piace andare a dormire  la sera più tardi della mezzanotte. Mi sveglio sempre alle 07:30, magari ho rinunciato al riposo pomeridiano e altre cose che non servono più.

Le ferite fanno parte del confronto. Se non cadi non capisci se hai dato il massimo. Ci vogliono le gare dove esplodi e che vanno male. Ti aiutano. Purtroppo le vedo anche con le mie bambine che mi dicono: Se non posso vincere cosa lo  faccio a fare?

Mi sono letto oggi le 10 frasi di Stephen Hawking. Sono concetti che già conosco ma rileggerle fa sempre bene. Occorre sempre trovare  qualcosa di positivo. Il senso è: se non trovi una cosa… ne cerchi un’altra!!

Hai un sogno?

Uno come le Olimpiadi no, non ce l’ho. Ho quello di poter dare strumenti alle mie bambine per renderle  indipendenti. Non ho proprio un sogno. Oggi  ad esempio non vedo l’ora di andare a correre con i miei amici. Prossima settimana sarò a Napoli per incontrare i miei genitori e stare tutti insieme. Non ci vediamo da Natale.  Quindi il punto di riferimento è diventato la mia famiglia. Posso semmai dire che il sogno è avere l’energia per affrontare ogni giorno con ottimismo. Spero che questo non vada mai via. È chiaro che ci sono le difficoltà, da genitore  specialmente ti preoccupi di perdere qualcosa. Meglio fare errori con i figli che non provarci.

Il dopo carriera

Un atleta del tuo livello, che ha vinto tanto e ha vissuto un’adrenalina non replicabile nella vita di tutti i giorni, c’è il rischio di trovarsi spiazzato nell’affrontare una realtà non sportiva.  Come ti sei preparato al “dopo carriera”?

Massimiliano Rosolino_AuroraPuccio_MentalCoachA me non è successo perché non l’ho fatto succedere. Appena ho avuto un’opportunità lavorativa al di fuori del nuoto l’ho colta subito al volo. Nel  2013 sono stato chiamato per la trasmissione Pechino Express, poi sono stato direttore tecnico di un impianto sportivo a Napoli.  Ho cercato di coniugare  da subito la vita da nuotare con i nuovi impegni lavorativi sempre con perseveranza ma senza essere più quel “killer-robot” che ero una volta. Perché non se poteva più far… Magari ancora qualche gara, raduno me lo sogno la notte. Ma a un certo punto devi dire basta.

Bisogna da subito trovare alternative  e continuare a fare sport. Se me lo togli  dal mio quotidiano  allora si, vado in difficoltà.  È una questione chimica. Il corpo non capisce se nuoto o corro. Basta che si muove e ovviamente fa bene soprattutto alla testa.

Lo ammetto. Sarei stata ore ad ascoltarlo. La sua voce è sinonimo di perfetta coerenza tra ciò che pensa – essere ottimista – e ciò che trasferisce attraverso i suoi racconti pieni di una carica di energia positiva contagiosa.  Ti consiglio di seguirlo sui social perché  avrai sempre qualcosa da imparare.

Epilogo

Tutti hanno fretta di conoscere il segreto per vincere e tralasciano la parte più importante del processo che porta  alla vittoria: accettare la sconfitta e trasformare la delusione per raggiungere nuovi traguardi. La differenza sostanziale consiste nel tempo impiegato per capire questo meccanismo e attuarlo tutte le volte che succede. E se un campione come lui con umiltà ritiene utile per se stesso ripassare concetti già conosciuti, direi che possiamo mettere da subito in pratica questo esercizio…ripassando le dieci frasi  di Stephen Hawking.

All’interno ci sono alcune parole determinanti per costruire una mentalità vincente. Scegli le tue. E soprattutto allenati a scriverle. Con tutta la tecnologia a disposizione la “mente” è diventata pigra e fa fatica a “creare” nuovi processi. Se vuoi imparare ad allenarti mentalmente, scrivere su carta è una tecnica gratuita, immediata, semplice e potente. Libera la mente dal sovraccarico di informazioni inutili e tutte le volte che desideri potrai andare a rileggere ciò che hai scritto.

(p.s. ribadisco carta… e penna… il digitale in questo caso non serve 🙂 )

1 – “Cerca di dare un senso a quello che vedi e chiediti quello che fa vivere l’universo. Sii curioso”

2 – “Le mie aspettative si ridussero a zero quando avevo 21 anni.Tutto il resto da allora è stato un ‘bonus'”

3 – “Sono sicuro che la mia disabilità ha qualcosa a che fare con la mia celebrità. La gente è affascinata dal contrasto tra le mie capacità fisiche molto limitate e la natura estremamente ampia dell’universo che studio”.

4 -“Ho vissuto con la prospettiva di una morte prematura negli ultimi 49 anni. Non ho paura della morte, ma non ho fretta di morire. Ho così tante cose da fare ancora…”

5 – “Il mio obiettivo è semplice: una comprensione completa dell’universo, perché è così com’è e perché esiste”

6 – Siamo solo una razza avanzata di scimmie su un pianeta minore di una stella di media grandezza. Ma possiamo capire l’universo. E questo ci rende molto speciali.

7 – “Credo che la spiegazione più semplice sia che non c’è Dio. Nessuno ha creato l’universo e nessuno dirige il nostro destino”.

8 – “Le forme primitive di intelligenza artificiale che abbiamo già sono state molto utili. Ma credo che lo sviluppo di un’intelligenza artificiale completa potrebbe mettere fine al genere umano”

9 – “La vita sarebbe tragica se non fosse divertente”

10 – “Le persone che si vantano del loro QI sono dei perdenti”

Ringrazio Massimiliano di cuore per avermi permesso di trarre spunti significativi dalla sua incredibile storia sportiva. Un sogno realizzato grazie a Valentina Sacchi, fisioterapista oltre che di Massimiliano Rosolino anche di Filippo Magnini e dello storico Setterosa Oro Atene 2004

Ti assicuro che è magica… visita il suo sito!! www.mfisio.com

Se ti è piaciuto l’articolo ti chiedo di condividerlo sui social. Aiuterai altri atleti a rilassarsi sul tema della sconfitta 🙂

(video Youtube. Foto tratte da google)

Aurora Puccio
About Aurora Puccio
Ciao! Sono Aurora la mia filosofia è invitare le persone a guardare le cose da angolazioni differenti, partendo dall'atteggiamento mentale con il quale si osserva una situazione. Lo sport è la mia più grande passione insieme ad altre forme artistiche come teatro e scrittura, che in questi articoli si intrecciano con armonia per darti degli spunti sull'allenamento mentale.
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