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Mental Coaching – Un allenatore fuori dagli schemi

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Un allenatore fuori dagli schemi

“Leggi, ogni giorno, qualcosa che nessun altro legge. Pensa, ogni giorno, qualcosa che nessun altro pensa. Fai, ogni giorno, qualcosa che nessun altro sia abbastanza stupido da fare. È brutto per la mente fare continuamente parte dell’unanimità”.
(Christopher Morley – scrittore statunitense)
Introduzione

All’inizio costa fatica e tanta umiltà mettersi in gioco. Per chi si pone in questo stato mentale,  impegnandosi a migliorare, ad essere curioso di esplorare mondi a lui sconosciuti, alla fine tutto diventa più facile. Un po’ come imparare ad andare in bicicletta. Ricordi la prima volta che ti sentivi impacciato? Tutto ti sembrava complicato. Con determinazione, costanza, pratica hai trovato il tuo metodo per comprenderne i meccanismi con i quali stare in equilibrio. Adesso  riesci con facilità a padroneggiarla.

L’allenamento mentale è  come pedalare una bicicletta;basta praticarlo per tenere in forma i tuoi neuroni e tutto diventa più semplice. La differenza sta nel fatto che nella MENTE risiedono elementi concettualmente astratti: paure, ansie, pensieri negativi o positivi e cosi via. Per poterla allenare occorre trasformarli in materia concreta passando attraverso le azioni del CORPO.

Per farti un esempio generico, ma tu trasferiscilo alla tua disciplina, è come avere paura di parlare in pubblico. Puoi studiare la tecnica quanto vuoi… ma se poi non ti metti in gioco davanti alle persone come fai? Ok riesci a superare questa fase finalmente. Ti senti pronto  e poi cosa succede? ti accorgi che pur essendo preparato tecnicamente quelle emozioni dispettose citate sopra ti vengono a trovare e tu rimani fregato.

Adesso ti chiedo quanto tempo hai dedicato alla parte tecnica

e quanto alla parte mentale? … risponditi da solo… con onestà :-)

La performance

La preparazione mentale è un problema dell’atleta…!! Non esattamente. Pur non rientrando nelle sue competenze specifiche, l’allenatore tecnico se possiede gli strumenti  base per comprendere meglio i propri atleti andando oltre l’aspetto puramente del gioco, riesce a capire dove intervenire tempestivamente anche durante la gara per apportare i dovuti aggiustamenti. Soprattutto se il suo atleta sta facendo per conto suo la preparazione mentale.  Se non conosce questo aspetto, rischia di intralciare quanto di buono sta imparando.

Mauro è un allenatore di tiro con l’arco che con curiosità ha capito quanto fosse importante acquisire informazioni anche sull’aspetto mentale. Non puo’ sostituirsi completamente al Mental Coach, in quanto ognuno ha le sue competenze specifiche.   Sicuramente mette in condizione se stesso di trarre il meglio dai propri atleti. Come? Mettendosi lui per primo in gioco.

Quello che segue è l’esperienza del lavoro svolto insieme raccontata direttamente dall’allenatore applicando il Modello SFERA partendo da due punti di vista diversi;

  1. Da istruttore: sulla prestazione di un arciere di 14 anni.
  2. Da tecnico:analisi della mia prestazione come tecnico con una squadra giovanile regionale.

Si hai letto bene :-)! Anche la performance dell’allenatore, qui intesa come approccio mentale alla gara, è soggetta ad analisi al pari di quello dell’atleta.

Uno degli errori che mi capita di osservare ai corsi a prescindere dagli argomenti trattati – tecnici,mentali o fisici –  è quello di acquisire le informazioni per poi applicarle direttamente all’atleta. Dal mio punto di vista è un approccio errato perché soltanto se si sperimenta in prima persona si è in grado di aiutare gli altri. Per questo ho invitato Mauro a mettersi per un attimo, nei panni dell’atleta. Una volta capito il meccanismo, è stato molto bravo nel trovare la chiave che gli ha permesso di risolvere  in gara un problema tecnico emerso dall’analisi della prestazione e legato anche all’aspetto mentale.

Prima di cominciare l’analisi del caso ti introduco brevemente SFERA è l’acronimo di cinque fattori che servono ad analizzare la prestazione. I valori che verranno indicati saranno compresi tra 0 e 5. Quest’ultimo, rappresenta il massimo. Per maggiori dettagli clicca qui.

S.F.E.R.A.©

I cinque fattori del Modello S.F.E.R.A.©

SINCRONIA: capacità di essere totalmente presente (concentrazione), in stretta connessione Mente-Corpo durante tutta la durata della prestazione.

PUNTI DI FORZA: abilità tecniche, fisiche e mentali che un atleta deve possedere per essere auto efficace e a cui fare riferimento durante la gara.

ENERGIA: quantità di forza e potenza da dosare per esprimere le proprie risorse al meglio. Energie fisiche-mentli

RITMO: qualità che rende fluido il gesto tecnico rafforzando la leadership dell’atleta.

ATTIVAZIONE: rappresenta la passione, il motore motivazionale con la quale si affronta la gara.

 

Mauro un allenatore fuori dagli schemi 

In entrambi i casi ho usato il modello SFERA e ha funzionato benissimo perché mi ha aiutato ad analizzare con oggettività le prestazioni e quindi a trovare la strategia corretta per migliorare le performance.

Primo caso: Da istruttore sulla prestazione di un arciere di 14 anni.

Ragazzo di 14 anni da tempo introdotto alle gare con ottima preparazione tecnica, molto motivato. Nelle ultime gare era un pò in difficoltà. Il suo tiro era diventato meno fluido e la gestione dell’attrezzo non era ottimale compromettendo la sua prestazione in gara.

Parlando con lui è emerso che in gara si trovava con un eccesso di forza che non gli consentiva di controllare il gesto tecnico come avrebbe voluto.

Dopo averlo intervistato, ho applicato il metodo sfera e ne è emerso:

SINCRONIA = 2: la mente voleva fare una cosa ma il corpo non lo seguiva.

FORZA = 4: i suoi punti di forza erano ben chiari: POSTURA, STABILITA’, DETERMINAZIONE.

ENERGIA = 1: eccesso di energia che comprometteva il controllo dell’arco durante il tiro

RITMO = 3: non aveva il giusto flusso, poca fluidità di tiro, poca sincronia tra lato dx e sx del corpo.

ATTIVAZIONE = 5 motivazione e passione alte.

ANALISI:

Nelle ultime settimane aveva aumentato notevolmente il numero di frecce tirate per allenamento ed il numero di allenamenti settimanali, questo lo faceva arrivare in gara in una condizione di supercompensazione e quindi con un eccesso di energia che alterava le sue sensazioni corporee.

STRATEGIA ADOTTATA arrivare in gara con la giusta energia fisica:

  1. Durante l’ultimo allenamento, prima della gara, abbiamo aumentato il carico di lavoro (mentre di solito l’ultimo allenamento è di scarico)
  2. IL giorno della gara, durante il warm up, abbiamo intensificato il riscaldamento ed eseguito 40 trazioni con l’elastico.
  3. Durante la gara, prima di ogni vole’, 3 trazioni con elastico.

RISULTATO:

Si è sentito più in sincronia, di conseguenza il ritmo e la fluidità di tiro sono migliorati: a fine gara record personale.

SINCRONIA =4 FORZA = 5 ENERGIA = 4 RITMO = 5 ATTIVAZIONE = 5

TircoArco_sportmentalcoach_allenatoreSecondo caso: analisi della mia prestazione come tecnico con una squadra giovanile regionale

Durante una gara dove io ed altri 2 istruttori ci occupavamo di una squadra giovanile composta da 14 atleti di varie classi (Ragazzi, Allievi e Juniores), il fatto di avere più aspetti da seguire diventava motivo di distrazione dall’obiettivo primario: facilitare l’inserimento dei nuovi atleti nel gruppo.

L’analisi sfera in quel momento era questa:

SINCRONIA = 2: in alcuni momenti non sono stato in armonia con me stesso, perché non riuscivo ad

esprimermi come volevo.

FORZA = 4: conoscenza della tecnica utilizzata dai ragazzi e il loro approccio mentale.

ENERGIA = 1: più cose da fare mi distraevano dall’obiettivo primario.

RITMO = 2: perdita di alcune fasi salienti della gara.

ATTIVAZIONE = 5 la passione per questo sport manteneva le mie motivazioni alte nel trovare soluzioni.

STRATEGIA:

Riorganizzazione della suddivisione dei compiti con i miei colleghi istruttori:ogni istruttore si è in seguito dedicato ad una singola classe di atleti.

RISULTATO:

Le distrazioni sono diminuite e di conseguenza ho potuto dare il massimo nel seguire gli atleti.

SINCRONIA =4 FORZA = 5 ENERGIA = 4 RITMO = 4 ATTIVAZIONE = 5

Il commento finale di Mauro

Tiroconlarco_Allenatore_sportmentalcoach_preparazionementale

Ho letto nel tuo blog “La freccia di Rebecca” Il tuo missile terra-aria mi ha colpito ed è servito molto; ho capito quanto possa pesare una parola fuori luogo – anche se detta con amore e le migliori delle intenzioni – nella mente di una persona, ancor di più se è un giovane.

Le tue lezioni hanno rafforzato in me la convinzione di quanto sia importante avere un approccio positivo nei confronti delle situazioni che ci si presentano, sia nello sport che nella vita di tutti i giorni.

Essere positivi rende la nostra mente aperta a cogliere ogni opportunità, aiuta ad elaborare strategie, aumenta l’autostima e migliora le relazioni umane.

Applico con costanza il modello SFERA che mi hai trasmesso, validissimo strumento per l’analisi delle prestazioni e programmazione degli interventi. Inoltre sono più consapevole dei miei punti di forza e questo mi permette di sfruttare al massimo le mie potenzialità.

Ho trovato utile il lavoro di gruppo, esprimersi davanti ad altri, esporsi alle critiche, condividere i propri stati d’animo, ci riporta a quell’umiltà necessaria per affrontare gli ostacoli nel viaggio verso la nostra meta.

Conclusione
“Il successo arriva quando l’opportunità incontra la preparazione”.
(Zig Ziglar)

Mauro è stato bravo a cogliere l’opportunità spinto dall’essere curioso di imparare argomenti nuovi. Ha anche rielaborato le informazioni creando una sua strategia personale cambiando in corsa le cose durante la gara. Questo gli ha permesso di avere anche un risultato  positivo

Si presta tanta attenzione nell’innovazione tecnica, intesa sia come attrezzatura che come allenamento. Esistono però altre tipologie da considerare: una di queste è la preparazione mentale.

Acquistando il super arco del campione olimpico Nespoli, la bicicletta super figa di Vincenzo Nibali, o gli sci stratosferici di Sofia Goggia… non fa di te automaticamente un campione della tua disciplina. Avere una Ferrari tra a le mani e non saperla guidare perché tecnicamente non adatta alle tue capacità è… inutile.

Quando ti renderai conto che la differenza la fai tu, ( atleta o allenatore che sia ), con il tuo modo di pensare, con l’atteggiamento mentale con il quale ti approcci alla gara, come superi una sconfitta o gestisci un errore, solo allora avrai sincronizzato MENTE- CORPO per la massima prestazione.

Andare in gara senza allenarsi mentalmente è
come voler costruire la casa partendo dal tetto: senza fondamenta… prima o poi crolla!!
Athýke

Ringrazio di cuore Mauro per aver raccontato la sue esperienza come allenatore fuori dagli schemi. Soprattutto per aver messo da subito in pratica il modello personalizzandolo. Ha tratto spunto per riflettere su come intervenire strategicamente. Adesso ha una freccia in più a disposizione del suo arco che farà la differenza.

(foto archivio personale Mauro Bissa – altre foto Aurora Puccio)

Aurora Puccio
About Aurora Puccio
Ciao! Sono Aurora la mia filosofia è invitare le persone a guardare le cose da angolazioni differenti, partendo dall'atteggiamento mentale con il quale si osserva una situazione. Lo sport è la mia più grande passione insieme ad altre forme artistiche come teatro e scrittura, che in questi articoli si intrecciano con armonia per darti degli spunti sull'allenamento mentale.
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